venerdì, 03 luglio 2009

NO ALLE LEGGI RAZZIALI

Corriere della Sera.it

Il Ddl sicurezza diventa legge

 Alcuni manifestanti protestano in piazza Navona, a Roma, contro il pacchetto sicurezza (Ansa)
Alcuni manifestanti protestano in piazza Navona, a Roma, contro il pacchetto sicurezza (Ansa)
ROMA - Il pacchetto sicurezza è legge. L'aula del Senato ha dato il via libera definitivo infatti al disegno di legge che contiene tra le altre cose l'introduzione del reato di immigrazione clandestina e la possibilità di organizzare le ronde in città. I sì sono stati 157 (Pdl, Lega), i no 124 (Pd, Idv, Udc), gli astenuti tre. Il via libera al provvedimento è stato accolto con favore dal
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Corriere della Sera.it

Ddl sicurezza, il Vaticano: «Una legge che porterà dolore»
MILANO - Ha immediatamente raccolto il parere contrario di monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, l'approvazione in via definitiva del disegno di legge sulla sicurezza. La nuova legge porterà «molti dolori e difficoltà» gli immigrati, secondo Marchetto. «Anche se si aspettava questa approvazione - afferma al telefono l’Arcivescovo Leggi ancora...

 

Oltre 7500 firme contro il ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio:
"No alle leggi razziali"

Il Viminale replica all'appello. Il giurista Domenico Gallo:
"Una smentita che non smentisce nulla"

"Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa".
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DON FARINELLA La morte del diritto
CARNEVALI I clandestini e il nostro Madoff

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martedì, 30 giugno 2009

CHE MALE C'E'

CHE MALE C'E', IL NUOVO INNO NAZIONALE (I.Dominijanni)

Pare diventato insostenibile che qualcosa di male c'è, in un sistema di scambio sesso-potere-danaro praticato e legittimato dai vertici del sistema politico(...) Moralismo? Così dicono tutti quelli che fino a due mesi fa elargivano criteri morali a chili, sulla vita sulla malattia e sulla morte, sull'aborto e sull'embrione, nonchè ironia della sorte, sulla prostituzione.
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Da: zeroviolenzadonne.it
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mercoledì, 24 giugno 2009

LA GUERRA FEROCE DEI MASCHI SCONFITTI

> LA GUERRA FEROCE DEI MASCHI SCONFITTI (V.Vigano')

Cronaca cruda di una violenza interminabile. Cronaca che si ripete quasi quotidianamente in un elenco interminabile di vittime predestinate: tutte donne. Una vera e propria guerra sanguinaria contro un sesso che ha solo una colpa: non si sottomette più, non piega più la testa, non acconsente per dovere, pensa in autonomia. Si pensa libero come l'altro, il maschile.
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Da: zeroviolenzadonne.it
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mercoledì, 17 giugno 2009

L'Antitrust: «Le aziende non scarichino i costi della crisi sui consumatori»

Corriere della Sera.it
ROMA - Serve un’attenta vigilanza per evitare che le aziende scarichino i costi della crisi economica sui consumatori. Lo ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nella relazione annuale presentata alla Camera. «Il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti". LIBERALIZZAZIONI - Leggi ancora...
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domenica, 14 giugno 2009

L'Msi lancia le «ronde nere»Sul basco l'aquila imperiale

Corriere della Sera.it
MILANO - Sono pronte a debuttare le ronde della «Guardia nazionale italiana», già ribattezzate «ronde nere», pronte a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le «ronde padane» non appena sarà in vigore il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Parlamento. L'Associazione onlus «Guardia nazionale italiana» è stata presentata sabato mattina a Milano durante il primo Leggi ancora...
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mercoledì, 10 giugno 2009

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA (1791)

(Olympe de Gouges 1748-1793; fu ghigliottinata “per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica.”)

 

Uomo, sei capace d’essere giusto? E’ una donna che ti pone la domanda; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno?

Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l’esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l’evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell’amministrazione della natura.

Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale.

Solo l’uomo s’è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacità, nell’ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all’uguaglianza, per non dire niente di più.

 

Preambolo

 

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.

 

Articolo I

 

La Donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune.

 

Articolo II

 

Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell’Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all’oppressione.

 

Articolo III

 

Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, che è la riunione della donna e dell’uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitarne l’autorità che non ne sia espressamente derivata.

 

Articolo IV

 

La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali della donna ha come limiti solo la tirannia perpetua che l’uomo le oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione.

 

Articolo V

 

Le leggi della natura e della ragione impediscono ogni azione nociva alla società: tutto ciò che non è proibito da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere obbligato a fare quello che esse non ordinano di fare.

 

Articolo VI

 

La legge deve essere l’espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e i Cittadini devono concorrere personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, alla sua formazione; esse deve essere la stessa per tutti: Tutte le cittadine e tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammissibili ad ogni dignità, posto e impiego pubblici secondo le loro capacità, e senza altre distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti.

 

Articolo VII

 

Nessuna donna è esclusa; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa legge rigorosa.

 

Articolo VIII

 

La Legge non deve stabilire che pene restrittive ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non grazie a una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.

 

Articolo IX

 

Tutto il rigore è esercitato dalla legge per ogni donna dichiarata colpevole.

 

Articolo X

 

Nessuno deve essere perseguitato per le sue opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sulla Tribuna; a condizione che le sue manifestazioni non turbino l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

 

Articolo XI

 

La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna, poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio che vi appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a dissimulare la verità; salvo rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

 

Articolo XII

 

La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l’utilità particolare di quelle alle quali è affidata.

 

Articolo XIII

 

Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese dell’amministrazione, i contributi della donna e dell’uomo sono uguali; essa partecipa a tutte le incombenze, a tutti i lavori faticosi; deve dunque avere la sua parte nella distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche delle dignità e dell’industria.

 

Articolo XIV

 

Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di costatare personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, la necessità dell’imposta pubblica. Le Cittadine non possono aderirvi che a condizione di essere ammesse ad un’uguale divisione, non solo dei beni di fortuna, ma anche nell’amministrazione pubblica, e di determinare la quota, la base imponibile, la riscossione e la durata dell’imposta.

 

Articolo XV

 

La massa delle donne, coalizzata nel pagamento delle imposte con quella degli uomini, ha il diritto di chiedere conto, ad ogni pubblico ufficiale, della sua amministrazione.

 

Articolo XVI

 

Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata, né la separazione dei poteri sia determinata, non ha alcuna costituzione; la costituzione è nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione, non ha cooperato alla sua redazione.

 

Articolo XVII

 

Le proprietà appartengono ai due sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno ne può essere privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l’esiga in modo evidente, a condizione di una giusta e preliminare indennità.

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categoria: olympe de gouges


venerdì, 05 giugno 2009

Stupro di Stato

Splinder (05/06/2009) Nel post di oggi ho deciso di dare spazio ad un articolo molto interessante, proveniente da Femminismo a Sud. Se qualcuno ha voglia di leggere qualcosa di diverso dai soliti giornali, questo è il momento giusto per informarsi sul serio e non essere vittime della strumentalizzazione. Stupro di Stato Mentre il premier, uomo autoritario, per nulla autorevole, dall'alto della sua mega Leggi ancora...
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giovedì, 04 giugno 2009

Questionario sulla religione, prof sospeso

 

Corriere della Sera.it
MILANO - Lo hanno sospeso per due mesi per avere distribuito tra i suoi studenti un questionario sull'ora di religione. Ma contro un atto che viene definito «ingiustificato e gravissimo» è stato promosso per mercoledì a mezzogiorno un sit-in di protesta davanti all'istituto in cui l'insegnante lavora, il liceo scientifico di «Righi» di Cesena. Destinatario del provvedimento - che prevede Leggi ancora...
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venerdì, 29 maggio 2009

NOEMI, IL CAVALIERE E LE DONNE ITALIANE

NOEMI, IL CAVALIERE E LE DONNE ITALIANE (C.Saraceno)

"Perchè le donne italiane non reagiscono?" E' la domanda che mi viene spesso posta da giornaliste straniere, che non si capacitano del silenzio delle donne, prima sul caso delle potenziali candidate alle europee indviduate sulla base delle loro caratteristiche estetiche, poi sul caso di Noemi Letizia.
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lunedì, 25 maggio 2009

Donna, te la sei cercata

 

Da Liberazione del 24-5-2009

Donna,

te la sei

cercata

Monica Lanfranco

Ma sì, facciamola finita con queste lagne.

Ora è finalmente certificato da

una indagine accurata: in Italia il 55%

degli uomini, il 33% delle donne e ben

il 74% dei giovani sotto i trent’anni lo

dice apertamente, e si tratta di una persona

su tre. Sono le donne che si cercano

la violenza, se sono troppo disinibite,

libere, scollate e ambigue. Insomma,

alle volte le vittime “possono

dare la colpa a loro stesse per l’aggressione

subita”. Tanto che, “se fossero

meno provocanti, le violenze sessuali

si ridurrebbero in modo drastico”.

Questo, nero su bianco, emerge dalla

ricerca durata tre anni, resa nota dall’Airs

(Associazione italiana per la ricerca

in sessuologia) dal titolo “Dalle

molestie sessuali allo stupro”, un lavoro

che ha coinvolto con un questionario

ad hoc tremila persone, per individuare

le principali variabili all’origine

della violenza sessuale. Gli stessi vertici

dell’associazione sono allarmati.

«Fra le risposte che ci hanno sorpreso

e sconcertato maggiormente, - ha detto

il presidente dell’Airs Avenia, c’è

questa sorta di colpevolizzazione della

vittima. Alla domanda 24 (Secondo

lei, le donne sono spesso libere e ambigue

sessualmente e ciò le rende alle

volte responsabili della violenza sessuale

che possono subire?) il 55,8% degli

uomini ha risposto affermativamente,

come pure il 43% delle donne

e il 75% dei giovani. Dunque non stupisce

troppo che poi - prosegue il sessuologo

- il 56% dei maschi pensi che,

se le donne fossero meno provocanti,

la violenza sessuale diminuirebbe. La

pensa così il 33% delle donne e il 74%

dei giovani. Ci aspettavamo una piccola

percentuale di giudizi di questo tipo,

ma non certo dati simili».

Dal sondaggio emerge, inoltre, che

per il 15,7% degli uomini e il 10%

delle donne l’imposizione di un rapporto

alla moglie o fidanzata non sia

violenza. Per questa percentuale di

uomini non c’è nulla di sbagliato, e

per le donne non esiste motivo di ribellarsi.

Ancora: sguardi, fischi e atteggiamenti

che mettono a disagio la

vittima per il 50% degli uomini non

sono molestie, un’idea condivisa dal

43% delle donne.

Che serve aggiungere ancora, per avere

la certezza che nella nostra cultura

ormai è maggioritaria l’opinione che

l’aggressività, la misoginia e il sessismo

di parole, sguardi e allusioni

esplicite sono da considerarsi normali

e accettabili nelle relazioni tra i generi

e che un molestatore, anche solo

a parole, è a livello psicologico già un

violentatore? A che serve sottolineare

che, conclude la ricerca «in una società

violenta le aggressioni sessuali aumentano;

allusioni pesanti e un linguaggio

irrispettoso devono far risuonare

un campanello d’allarme nelle

potenziali vittime».

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